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mercoledì 30 dicembre 2015

L'ultimo racconto del 2015

Non sto pubblicando molti post perché sto scrivendo molti racconti. Uno di questi esce oggi su Grafemi, il sito dell'amico Paolo Zardi.
Leggetelo dunque, il link lo trovate qui.

giovedì 1 ottobre 2015

Squillino le trombe!

Questo mese esce questa antologia qui, si chiama L'amore ai tempi dell'apocalisse ed è curata dall'amico Paolo Zardi.
Tra gli scrittori ci sono anch'io, il mio racconto si intitola Amen.
Ordinatela tutti, ordunque!

lunedì 22 giugno 2015

Ultimi aggiornamenti

Lo prometto, a me stessa e a chi sono mancata: da venerdì torno a scrivere con regolarità anche qui. Questa è l'ultima settimana in salita, domani esami di letteratura e linguistica; giovedì fuochi d'artificio con storia e geografia. Incrociamo le dita.
Nel frattempo eccovi un piccolo racconto uscito oggi su Grafemi, sito letterario del buon Paolo Zardi. A presto!

mercoledì 4 dicembre 2013

Grammatica finlandese


Sono a casa con l'influenza intestinale, la prima di una lunga serie, probabilmente, come mi capita quando arriva la brutta stagione. 
Oltre a lamentarmi e a contorcermi sopra il wc, ci sono tre cose cui mi dedico quando sono malata, la tv, la lettura e la scrittura quando possibile. Proprio oggi è uscito su Scrittori Precari un pezzo molto interessante, che ora vorrei segnalarvi. Ve lo ricordate Paolo Zardi? Tempo fa avevo scritto un post che potete rileggere qui, gli avevo lanciato una sfida, mi piacerebbe che scrivessi un racconto felice, ipoteticamente inseribile nella tua ultima raccolta e soprattutto che non parli di malattia, sesso e morte.

[Pausa wc]

Dicevo, Paolo, con molta galanteria, ha accettato la sfida. E ha scritto Grammatica finlandese. Mi piacerebbe lo leggeste anche voi. Penso che il vecchio Zardi abbia prodotto un racconto interessante, dateci un'occhiata. Scoprirete un autore meno morboso e a mio avviso più complesso e sottile del solito.
Ho scelto la parola complesso perché la felicità sottesa al pezzo è un'aspettativa futura, che si preannuncia nell'ultima scena. Si lascia intravedere e non siamo sicuri che ci sia davvero. Almeno, questa è la sensazione che io ho avuto.

Ecco.
Credo che il bello di avere un blog sia anche questo, poter condividere impressioni e creare una catena di contenuti  nuovi, che coinvolgano persone che all'inizio neanche si credeva si sarebbero potute conoscere, attraverso le quali si hanno e si avranno, nuovi stimoli.

Ebbbravi noi.


mercoledì 30 ottobre 2013

Una sfida

L'altro giorno ho finito di leggere un libro di un bravo scrittore. Sottolineo bravo per due ragioni. 
La prima, penso che Paolo Zardi sia bravo davvero, ha una certa onestà di stile che fa prendere un ritmo equilibrato alla scrittura, un'andatura tranquilla, che non promette niente e non dimentica niente, va dove deve andare e non è mica facile.
La seconda, per mettere le mani avanti: le considerazioni che verranno di seguito non vogliono attaccare il suo ultimo lavoro, piuttosto nascono da questo.

Il giorno che diventammo umani è una raccolta di racconti, le raccolte di racconti a mio avviso sono qualcosa di prezioso. La perfezione di una collana di perle deriva dalla perfezione di ogni singola gemma, così devono essere i racconti contenuti in una collezione. Devono essere perfettamente rotondi e allo stesso tempo ciascuno deve essere la ragione dell'altro.
Ecco.
La raccolta di Paolo parla di legami, perlopiù famigliari, fotografa la vita e tutta la sua malinconia.
Finché leggevo gli ho mandato un sms, i tuoi racconti hanno una sfumatura emo, gli ho scritto, lui mi ha chiesto emo in che senso. 
Paolo, ora te lo spiego.
Ricorrono continuamente una serie di fatti negativi- cancro, malattia, tradimento, sesso frustrato- che con l'insistenza con cui vengono proposti finiscono con lo sfiancare il lettore. Questo potrebbe essere stato il tuo intento, certo. Ma io chi esprime troppo spesso un sentimento ricorrendo alla sfiga e alle scopate lo sospetto parecchio. 
Argomento meglio.
Alcune tematiche, categorizzabili nelle grandi macroaree morte e sesso, attirano il lettore a prescindere dal modo in cui sono raccontate, perché purtroppo innescano una curiosità morbosa che fa proseguire la lettura non tanto per la qualità della scrittura, che passa totalmente in secondo piano, quanto piuttosto per sapere come va a finire, muore? si sono baciati? Tutto il resto scompare.
Quando ero adolescente, come la maggior parte degli adolescenti, credevo che per essere interessante dovessi essere anche problematica. Lo sono stata e ho sprecato del tempo. Una conquista dei vent'anni è stato capire che se hai talento puoi smettere di recitare una parte.

Ora. Attenzione, il rischio che ha corso Zardi e che ha evitato per un pelo grazie alla qualità del suo stile, è quello di essere noioso e stucchevole. Uno meno capace avrebbe probabilmente prodotto un surrogato di Cinquanta sfumature di grigio, magari pretendendo di passare per l'intellettuale dannato, arrivato sulla terra per mettere nero su bianco il dramma del nostro tempo.
Ok. La facilità del male la raccontano in tanti, perché in pochi si misurano con la reale complessità del quotidiano?

Quando ho terminato il libro ho scritto una mail a Zardi, lanciandogli una sfida. Vorrei che mi scrivessi un racconto breve, gli ho detto, che però:

-non contenga sesso, morte, malattia, bambini 
-sia felice senza essere banale
-sia ipoteticamente inseribile nella sua ultima raccolta 

Lui mi ha risposto ironico, con una citazione di P. Roth: niente sesso, niente morte, niente malattia e niente bambini. Di cosa devo parlare? Del panorama?

Se Roth non fosse il genio della scrittura che è (leggete il Teatro di Sabbath), probabilmente farebbe il direttore di Studio Aperto. 

Paolo ha accettato la sfida.

lunedì 15 luglio 2013

28+2=30 (e lode)

Come ogni 14 luglio ieri si è aggiunto un anno a quelli che già mi porto addosso- un paio di chili in più, il primo capello bianco, le ginocchia che cominciano a fare male quando indosso le scarpe sbagliate. 
Anche il Pesce Volante domani compie gli anni, e sono due. Questo è stato un anno sbilenco, pieno di bellezza. Quella del lavoro, quando pensi di averlo trovato e invece fa schifo e poi per fortuna finisce. Degli amici, che quando non te l'aspetti ne arrivano di nuovi e scopri che ti ci puoi trovare bene. Quella di Marco, che se non ci fosse dovrebbero inventarlo. Quella della mia famiglia, che se sono sono uno spino ci sarà un perché.

Per festeggiare ecco allora un mio racconto pubblicato oggi dallo scrittore Paolo Zardi sul suo sito Grafemi.

Alla scrittura e a tutto il mondo che posso raccontare io dico grazie.