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mercoledì 26 marzo 2014

Cedils, ancora

Dopo aver scritto il post sul Cedils sono stata contatta da diversi lettori che volevano ulteriori informazioni sul certificato per insegnare italiano agli stranieri.
Si lavora? E' utile? Serve all'estero?
Ecco cosa mi è successo.

Subito dopo aver ottenuto il certificato vengo contatta da un ente di formazione accreditato dalla Regione Veneto. 
Mi propongono di insegnare ai lavoratori stranieri in difficoltà per il progetto "Interventi di politica attiva per il reinserimento, la riqualificazione, il reimpiego dei lavoratori del sistema produttivo colpiti dalla crisi economica"
Il progetto è finanziato dal Fondo Sociale Europeo, quindi si va sul sicuro: 18 euro l'ora pagati con ritenuta d'acconto.
Mi spiegano che però i soldi arriveranno dopo sei mesi, perché l'Europa deve pagare la regione, che deve pagare l'ente, che deve pagare il dipendente.
Ok, dico io, insegnerò comunque, voglio farmi esperienza e per sei mesi posso anche aspettare.
Era il novembre 2012.

A marzo 2014 dei soldi neanche l'ombra. 
Mi decido a chiamare in Regione parlando direttamente con il responsabile dell'ufficio che gestisce la contabilità e i finanziamenti dei progetti in questione. Mi rassicurano: tutto regolare, è la regione che effettivamente non ha ancora pagato gli enti, al momento non c'è liquidità, forse quest'anno ci sarà. Chi può saperlo.

Chi può saperlo??? 

Ora, per fortuna io avanzo solo un migliaio di euro, ma mi dico: porca eva, se lavoro all'interno di un progetto salvagente, che va a tamponare i danni di una crisi economica, con quale faccia non paghi chi ha lavorato al suo interno?
All'epoca avevo 26 anni e i miei genitori provvedevano al mio totale sostentamento. Alcuni miei colleghi erano però signori con famiglia, che facevano un numero elevato di ore per portarsi a casa i soldi con cui mantenere figli e mogli. Come avranno fatto loro?

Grazie a dio ci sono gli alunni, loro riescono a rendere l'insegnamento un'esperienza bellissima nonostante tutto.
Per il resto l'Italia mi sembra diventata il regno di Fantasia de La storia infinita, il nulla che avanza divora il buono e lascia solo amarezza.

giovedì 17 ottobre 2013

Le letterine

In viaggio verso Padova, treno. Temperatura interna 28 gradi, fuori è una bella giornata autunnale, lo sbalzo termico liquefà istantaneamente tutto quello che ho nello stomaco, per sicurezza mi siedo vicino al bagno.
Leggo, tanto per cambiare. Leggere in treno è una delle cose più rilassanti che ci sia. Fino a quando arrivano loro.

Due ragazze di ventidue anni, una coi capelli rasati sul lato destro, l'altra con gli occhiali da sole grandi come schermi di un televisore, non se li leva mai. Parlano a voce altissima, chiudo il libro e lo rimetto in borsa, tutto il treno si ferma ad ascoltarle.

-Eh, Giulia, mi sono iscritta a Storia del melodramma. Un vomito che non ti dico!
-Lo so, lo so. Fate Metastasio?
-No, no. Magari. Mozart. Fa cagare.
[dice cagare scandendolo bene, il bigliettaio si volta, io mi vergogno per loro. Una delle cose che voglio fare prima di morire è cantare il Requiem di Mozart, che adoro]

-Io invece ho deciso dove farò la specialistica, Bologna, dice l'altra. Non è che abbia visto la facoltà, sono stata in giro con un mio amico e abbiamo bevuto tantissimo, a Bologna si beve tantissimo, così cambio università. E poi faccio il Ditals e vado insegnare all'estero.
-L'ita? Fa la regina della notte. Che cazzo è l'ita?
-Bah, una cosa con cui insegni  l'italiano in tutto il mondo.
[illusa]
-L'unica cosa che spero, è che non mi mandino ad Addis Abeba. Oddio mi piacciono i negri perché sono messi bene e magari ci andrei, però non vorrei presentare il curriculum in Francia e poi ritrovarmi in Congo.
-Addis Abeba non è mica in India?
-No, risponde l'altra. E' la capitale del Congo.
[Etiopia, dio la madonna, Etiopia]
-E insomma, prenderò il Ditals e me ne andrò da questo paese di merda. All'estero col Ditals ti prendono ovunque.

Decido di intervenire. Guardate, sono laureata in lettere, ho il Cedils, che è la stessa cosa del Ditals, non funziona esattamente così...

Mi prendono in simpatia e alzano ancora di più il volume della voce.

-Che bello, mi dicono, e in cosa ti sei laureata? Io la tesi l'ho scritta in 28 giorni, ho scelto un prof che neanche l'ha letta, ci ho messo di più a prendere il treno per portarla in segreteria che a scriverla.

[Penso all'anno di ricerche piegata sui libri a martellarmi il cervello e non so chi delle due sia stata più cretina]

Poi l'altra mi guarda e mi chiede. 
-Non so se ti capita di pesare con chi di loro andresti a letto...
-In che senso, chiedo io, parli dei professori?
-Ma noooo, mi dice lei, degli scrittori! Io ad esempio mi farei Alfieri, dev'essere stato un porco assoluto, ci penso sempre quando lo studio. Un porco come me.
[ok, ho deciso chi è la più cretina]
E continua.
-Tipo che Leopardi non me lo farei mai, lo lascio alle seghe con Silvia. Ugo invece, avrà scritto anche i Sepolcri, ma era un avventuriero. Mi farei tutto il Kamasutra con Foscolo, poi probabilmente scapperebbe. Ma chissenefrega in fondo, no? Siamo giovani!
[Ugo Foscolo: 1778-1827, definiscimi il concetto di siamo e poi quello di giovani]
-Ti sei mai fatta un professore? mi chiedono. Dicono che gli assistenti abbiano un mazzo tanto.

Io credo che ieri diversi letterati si siano rivoltati nella tomba. Per un attimo le vedo fra vent'anni, a ricreazione, a guardare il sedere dei loro allievi. Ti sei mai scopata un alunno?
Mi chiedo perché la parola selezione in Italia faccia paura. Perché sia permessa solo nelle scienze. Penso a noi, futuri insegnanti di lettere, ammucchiati a prenderci a scazzottate per una cattedra, magari usciti tutti con il centodiecielode. Tanto le tesi si leggono solo se capita.
Se ci fossero i benedetti test di ammissione e più bocciature durante il percorso, forse adesso il ministro della pubblica istruzione non dovrebbe perdere tanto tempo a inventare clausole per non farci accedere ai concorsi pubblici, visto che siamo in troppi.

Quando ci salutiamo mi baciano e mi dicono,

-Ciao, aggiungici su facebook che così possiamo condividere le nostre vite di LETTERINE!

[Statene certe. Ciao ciao, good bye]




martedì 2 ottobre 2012

Cedils

Leggi anche Cedils,parte seconda

Cari amici.

Questo settembre l'ho passato a studiare, forse e per la prima volta, qualcosa che potrà tornarmi effettivamente utile. Sono stata a Venezia e ho seguito il corso Cedils, propedeutico all'omonimo esame.
Adesso vi spiego cos'è.

Il Cedils è una certificazione per la didattica dell'italiano a stranieri. In pratica è un certificato che possono prendere i laureati in lettere o gli insegnanti di ruolo per attestare competenze didattiche specifiche. E' un esamone bello tosto, cinque ore di scritto come alla maturità.

Veniamo al ridicolo della faccenda.

Il Cedils in Italia ha mero valore culturale. All'estero è un titolo richiesto e riconosciuto.
In pratica, nonostante la fatica, in Italia continua a valere di più la carta igienica, il certificato è un plus che non ti abilita. Fuori invece può aiutarti concretamente a trovare un lavoro serio.
Alcuni compagni di corso abitavano già in Spagna, in Germania, in Polonia ed erano tornati temporaneamente proprio perché all'estero lo volevano assolutamente.

E ancora.

In ciascuno stato Europeo c'è un solo ente (Spagna-Cervantes, Germania-Goethe ecc.) per l'attestazione delle competenze linguistiche relative alla lingua dello specifico paese.
In Italia regna il caos. 
Strano.
Per quanto riguarda l'Italiano per stranieri se vai a Siena c'è l'Itals, a Venezia il Cedils, a Roma il Cestim e a Perugia qualcos'altro. Sicché ci si trova costretti a confrontare programmi, prezzi, uno cerca di destreggiarsi in equivalenze con il terrore di fare la scelta sbagliata.

Ho cominciato a spedire curricola in Belgio. Perché una mia parente aspetta un bambino e per la prima volta mi sono ritrovata a pensare che un figlio non vorrei farlo nascere qui. Chi ce lo fa fare?

Ho scoperto che per un periodo mio nonno è stato apolide.
Ricordati che certe cose ti rimangono nel sangue, vai via, mi ha detto un amico.

I pesci volanti quando l'acqua del mare marcisce, devono imparare a stare a galla sulle nuvole.

Leggi anche Cedils,parte seconda