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giovedì 5 gennaio 2012

Riviera Paleocapa

L'appartamento era la mia casa. Ci stavo bene. Ci stavamo bene. 
Adesso che non è più mio vorrei rivedere tutte le persone che ci sono passate. Perché il tempo ci sparge sempre più distanti, per tornare vicini bisogna andare controvento.
Bisogna volerlo.

Le feste mi mettono agitazione. Vorrei sapere prima che andranno a finire bene.
Ma ho sempre compiuto gli anni col caldo, le ferie facevano andare in vacanza gli amici, e mia madre per non farmi sentire diversa, mi portava alle elementari con un cabaret di paste un giorno qualunque, per prendermi in anticipo.

Sabato non sarà il mio compleanno, ma non sarà neanche un giorno qualunque. 
In stazione avrò le budella attorcigliate. Ci riabbracceremo come se non ci vedessimo da un paio di giorni, se qualcuno ha preso o perso qualche chilo, pazienza, nessuno ci farà caso.

Amici miei, cosa siamo diventati in tutto questo tempo?

Siamo rimasti amici, e' bastato volerlo.
E il resto ce lo racconteremo a tavola.




giovedì 1 settembre 2011

Un post-o di nostalgia.

Mia nonna rivive nell'odore del latte, quando si brucia e si attacca sul fondo del pentolino.

L'appartamento di Riviera Paleocapa  lo ritrovo nello scroscio dei fiumi di notte, quando riesco ad ascoltarli. E mi ricordo la puzza di sigarette appesa sulle pareti in corridoio, e finché lo percorro calpesto la mattonella traballante, quella vicino alla camera, che fa un rumore infastidito, quasi voglia mandarmi al diavolo perché cammino piantando i talloni.

Il pavimento lo pulivamo con un mocho marcio, l'appartamento odorava di pioggia anche d'estate.

La nostra vecchia casa sapeva di fischi, giù, dalla strada, e di saluti chiassosi da in cima al balcone.

E quando era mattino Paola aveva gli occhi di sonno e lo sapevo, stava ancora dormendo, ma non ce la facevo proprio a rispettare il suo silenzio. Come la porta del bagno, che fendeva il buio cigolando, tutte le volte che qualcuno andava a lavarsi, dopo aver fatto l'amore.

E lo stridere del citofono quando rispondevo chiedendo, chi è?, l'acqua del bidet che non usciva, i balconi che sbattevano e porca miseria non c'è nessuno che vada a chiuderli?, le zanzare che mi mordevano le caviglie, il copri divano micotico, riproposto come tovaglia senza averlo mai  lavato, il pavimento infossato del salotto, i materassi appoggiati al muro e la coperta dei Simpson.


Domani vorrei svegliarmi due anni fa e che il tempo andasse piano, anche solo per un mattino.