martedì 14 febbraio 2012

5° perla di saggezza. Ovvero, mai leggere due libri contemporaneamente.

Sto leggendo due libri.
Il primo l'ho cominciato oggi, in treno, Al limite della notte di Michael Cunningham*.
Arrivo a pagina 25, cito direttamente da lì.

"Lo sai come va a finire"
"Come va a finire cosa?"
"Il film."
"Certo che lo so come va a finire. So anche che Anna Karenina si getta sotto un treno." 

Io, che Anna Karenina si gettasse sotto un treno, proprio non lo sapevo. Sono solo a pagina cinquecentociqnatadue (scrivere il numero in lettera rende bene l'impegno che ci sto mettendo, fa trasparire meglio la fatica).

Che dire, grazie Michael.
Ti voglio bene,

Ilaria









Se vi capita, un libro del nostro amico* che merita di esser letto è Carne e sangue, bellissimo.





venerdì 10 febbraio 2012

Talenti incompresi.

Ilaria, tocca a te.

Prendo il flauto, tengo le spalle curve, come se prima, col flauto, mi avessero bastonato.
Ho il cuore che batte talmente forte che presto manderà in frantumi tutte le costole. Mi sento svenire.
Suono leggendo le note disegnate con una matita non temperata, indovino la posizione sul pentagramma, l'azzecco qualche volta. La musica traballa, è una canzoncina che fatica a terminare, intorno si crea un silenzio penoso. 
Tremo.

La mia carriera flautistica si è felicemente conclusa con la fine della terza media. Quando non sei proprio portato a fare qualcosa, mettiti il cuore in pace e dedicati ad altro.
La questione è semplice. 

E invece no.
Magari è pure una tua amica, o peggio, l'hai appena conosciuto, ma entrambi si sono talmente auto-elogiati che ci hai creduto davvero anche tu. 
Ho di fronte un artista.

Vuoi vedere qualcosa?
Va bene, mostrami qualcosa, rispondo.
A mio rischio e pericolo, ho imparato.

Perché poi se ti chiede un parere sono solo cazzi tuoi. Soprattutto se le bugie non le sai dire.

Il sangue mi si raffredda all'improvviso, chiedo alla madonna di farmi diventare improvvisamente diplomatica, visto che la trasparenza proprio non me la vuole concedere.

Cosa ne pensi?

Qui viene il bello. 

Perché se menti spudoratamente e dici che ti è piaciuto, rischi di essere coinvolto a vita negli esperimenti creativi del nostro artistoide.
Disponibile sì, fessa no.
Così cerco di dire la verità. L'importante, mi hanno insegnato, è porre sempre le critiche in maniera costruttiva.  Funziona. Parafraso lo stomaco come facevo con l'Iliade.

"Guarda, io in questo punto avrei messo la cosa diversamente..."

Nella maggior parte dei casi lo pseudo-artista non legge tra le righe, entrambi avremo il cuore in pace.

Ma può capitare che la performance sia talmente oscena che anche mentire  possa risultare gravoso. Così rilancio subito

E tu, cosa ne pensi? 

Funziona quasi sempre.
Uno pseudo-artista un motivo per parlare di sé lo coglie al volo. E' come togliere la gabbietta a un tappo di spumante.

Mi ubriaco col vino cattivo per dimenticarne al più presto il sapore.





lunedì 6 febbraio 2012

L'elenco

All'asilo scrivevo lettere a mia madre, facevo uno scarabocchio lungo e sottile in ogni riga. Poi gliela portavo, mi sedevo in braccio e cominciavo a leggergliela, visto che nessun altro, a parte me, poteva decifrarla. 
Sapevo già che avrei scritto per tutta la vita.

Poi è arrivata l'adolescenza. E come tutti gli adolescenti mi bevo il cervello per un periodo sufficientemente lungo, volevo diventare un intellettuale maledetto: Giacoma Leopardi, la vendetta.
Mi convinco che studiare e deperire sia la chiave per un futuro di allori e gloria.

Adesso che con l'alloro posso solo profumare ottime costine, mi chiedo cosa sarei potuta diventare assecondando le passioni che ho messo nel cassetto.

L'ho scritta con l'inchiostro blu, la mia lista dei "vorrei".

Vorrei:

-iscrivermi a Thai box
-cantare in un gruppo
-trascorrere un'estate in spiaggia, a Orbetello, a fare kite surf
-andare a Cuba
-provare a recitare
-diventare Papa
- togliere dalla ruggine frasi mai dette
-andare a trovare Scandolazio
-imparare a suonare il pianoforte
-farmi fotografare da qualcuno di bravo
-fare un bambino
-partecipare all'Eredità, vincendo
-tagliarmi i capelli cortissimi 
-innescare una rivoluzione sociale 


Scrivete anche voi la vostra lista. Fatelo subito.

Se almeno la metà delle cose che avete elencato sono realizzabili, siete ancora in tempo, datevi una mossa e sbrigatevi a essere felici.





venerdì 3 febbraio 2012

K

La città è rimasta in piedi. Ci mando qualcuno ogni tanto, ritorna sempre e me la racconta di nuovo.
E' solo un libro.
E negli occhi c'è il sollievo di chi è potuto ritornare. 
Io sono scappata, vivo in esilio.

Un libro è solo una combinazione di parole, una chiave.
Mi sono ritrovata ad essere porta all'improvviso. Si è aperto uno squarcio, ci passi attraverso ogni volta che ti indico la direzione.

Tutti ritornano, sopravvissuti.













martedì 31 gennaio 2012

Febbraio

Hai una vacanza a scelta. 
Scegliamo la vacanza.
Domani partiamo, decidiamo una meta comoda, abbastanza vicina, in un posto tranquillo, non troppo distante da una bella città, visitabile, culturale, in cui si mangi bene e che nessuno dei due abbia già visto.
La troviamo. 
Triade perfetta: cibo, letto, arte. Mi viene il sorriso solo a pensarci.

Poi, la settimana scorsa, sono sulla tromba delle scale e inizia il terremoto
Amen, cosa vuoi che sia, una scossa, chissenefrega. 
Guardo l'epicentro, giusto per curiosità.
Emilia.
Vabbè, cosa vuoi farci, pazienza, alzo agli occhi al cielo e cerco di non allarmarmi.
Solo che le scosse diventano due, poi tre, poi quattro, Eri, l'hai sentita? Sì l'ha sentita. L'ha sentita anche mio fratello a Milano. Intensità crescente.
Pazienza. Meglio morire di terremoto in agriturismo, facendo l'amore, che a casa studiando l'utilissimo esame di storia dell'alto medioevo per diventare prof. nell'anno del mai.

Ci sono anche le terme. Mi sono messa il costume in valigia.
Povera illusa.

Apro la mail, ho il dominio in libero: "Italia, GELO SIBERIANO almeno fino al 20 gennaio". 
Eccheppalle!

Scrivo a Stefania, mi dice che là sta nevicando ora.

A me la neve piace per un paio di ore. Poi basta.

Mi piace ancora meno quando mi telefona Marco e mi dice, ho scoperto che la mia macchina non ha le gomme termiche, se nevica, andiamo giù con le catene.

[PAUSA]

Mi immagino fare l'amore, con la neve che cade fuori  e BADABADAMMMM!!! eccola! La scossa di terremoto! Corro fuori nuda, scivolo, mi spacco una gamba e mi prendo la broncopolmonite, tanto ci pensa Marco a portarmi all'ospedale con le catene. 

Dio mio.

Propongo di rimandare.

Lui è felice come una Pasqua, non se ne parla proprio.
Marco, la neve, la ama.
Quando ce ne saremo tirata talmente tanta addosso, perché è così che andrà, lo so, gli dirò che abbiamo fatto bene a partire. 

Lamentarsi fa parte del gioco.








martedì 24 gennaio 2012

L'uovo

Nella fattoria ci abita una zia sorda, magra e piena di gatti. Capisce che è arrivato qualcuno perché il campanello, invece di suonare, accende una luce in cucina. 
Ci dicono, andate a prendere le uova, ci danno un cesto.
Il pollaio è dopo il giardino, i galli strappano gli occhi, mi ripeto, così cerco di non guardarli. Prendiamo un bastone, che non si sa mai.
Le galline sono dappertutto. Facciamo alzare quelle sedute, frughiamo nella paglia, quando c'è. 
L'uovo covato è tiepido, sembra vivo. Chi lo trova lo mostra all'altra, riempiamo il cesto e ci dimentichiamo dei galli.

Passiamo il pomeriggio nel pollaio. Ogni tanto mia madre esce, per vedere se stiamo bene.
Stiamo bene, siamo solo sporche e puzziamo di terra.

Andiamo a vedere il gatto in castigo. La zia lo rinchiudeva in una stanza buia, vicino al garage. Ci fa pena.
E' un gatto rosso, sempre il solito, mi pare.

Al posto della fattoria hanno costruito un quartiere residenziale.

Una volta ho visto un uovo diventare un pulcino, un pulcino vero. Se glielo raccontassi ai bambini del quartiere, oggi non mi crederebbero.



venerdì 20 gennaio 2012

Questo non è un post autobiografico.

In alcuni giorni d'inverno adotto la tenuta "freddo estremo".
"Freddo estremo" e "anti stupro" trattasi, in questo caso, di espressioni sinonimiche. Infilo: mutande, reggiseno, panciera di lana, collant, jeans, calzettoni, stivali, maglia di cotone a maniche lunghe, maglione dolcevita, piumino, sciarpa, berretto. I guanti no. Sono distratta, li semino per strada, solo che poi mica ricrescono.
Odio il freddo. In più ho già la testa in primavera, figuriamoci. 
Quando arriva il momento di spogliarsi il trucco è togliersi tutto in due semplici mosse: parte di sopra e parte di sotto. Ti ritrovi nuda in meno di trenta secondi senza dare modo, all'altro, di capire come sei veramente conciata. 
Però attenzione. Possono esserci problemi se il collo del dolcevita è troppo stretto. Così ti ritrovi incastrata, a braccia alte, col maglione e tutto il resto attorcigliati in testa. Assomigli a un'installazione di arte contemporanea del Moma di New York.
- Aiuto! chiedi al tuo uomo.
E quando lui si mette a tirare, eccolo, se n'è accorto. 
-E questa sarebbe una panciera?!? esclama divertito.
-Ma cosa dici, è una fascia!
Essendo lui un uomo non oserà porti alcuna obbiezione, passerà il tempo chiedendosi che differenza ci sia tra una fascia e una panciera. Non arriverà a conclusioni di alcun tipo.

Prima di uscire guardo i siti di Andy Torres e Chiara Ferragni. Per chi non le conosca, sono due fashion- blogger di fama mondiale, una bionda l'altra mora. Adorabili.
Guardo gli outfits del giorno, micro abiti che io comincio a portare si e no in maggio.
Tacco dodici spacca caviglie. Mi immagino camminare sui sampietrini e cadere lunga distesa almeno una volta al giorno. Rialzandomi sorriderei ai passanti dicendo, scusatemi, è che sto cercando di diventare una fashion victim!

Ma parliamo delle calze, che non ci sono. 0 denari, solo pelle al vento. Chiara, che rapporto hai col bagno? le chiederei. Forse ha ragione Giulio quando, al quarto spritz, declama una massima di grande spessore: le belle ragazze non vanno MAI in bagno.

Io, giro sempre con un paio di Imodium in borsa, perché non si sa mai.
Sarà per questo che non ho vinto Miss Italia.