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sabato 6 ottobre 2012

Il 12 febbraio

Eravamo a letto. 
E già che c'eravamo lui pensa bene di farsi quella che il buon Paolo Rossi chiamerebbe una sana sigaretta dell'ottimismo.
Prende un biglietto dal portafoglio e lo strappa, per arrotolarne un pezzo e fare il filtro.
Dormiamo appiccicati. Perché il giorno dopo lui sarebbe partito col treno per Parigi, quello con le cuccette che lascia Vicenza alle 20.51.

Ci svegliamo che è un giorno come questi, con la nebbia appesa al cielo e le strade umide. 
Puliamo l'appartamento, la sera prima era venuto Mirco a mangiare, c'erano ancora i piatti lerci sul lavandino e le bottiglie vuote sotto il tavolo.

E poi il mio amore torna a casa, perché deve fare la valigia e prepararsi per andare a Digione. Ci sono i baci, chiamami quando arrivi, fammi sapere che stai bene.
Va bene. E tu finché sono via non parlare ai maschi.
Certamente.
Ci sei solo tu.
Abbraccio.
Bacio.
Bacio.
Ecc.ecc.

Se ne va. E poi.
Poi, verso le sei mi suona il telefonino.

-Ciao! ti mancavo già?
-Ilaria, guarda che non mi piacciono per niente questi scherzi.
-Cazzo dici?
-Dove l'hai nascosto?
-Ma cosa ?!?
-Lo sai benissimo, dimmi dove l'hai nascosto che fra due ore devo partire.
-Marco, non capisco di cosa tu stia parlando.
-Non fare quella voce da finta tonta che lo so, è uno dei tuoi scherzetti, ma non ci casco. Non è proprio il caso. Dai, su, cresi un po'...

Mi irrito e gli sbatto il telefono.
Richiama subito.

-Marco, cos'hai, si può sapere?
-Non trovo il biglietto per andare a Digione. Ti ricordi dove l'ho messo?
-No, ma per chi mi hai preso? Hai guardato nelle tasche del giubbotto?
-Non c'è.
-Nella tasca davanti della valigia.
-No, Ilaria, ti pare che sia così stupido da non avere già guardato?
-Aspetta, do un'occhiata se per caso l'hai lasciato in camera mia. Tu intanto ricontrolla nel portafogli che magari l'hai messo in una tasca diversa e stiamo cercando per niente.
-Va bene.

E poi, sapete, finché apro i cassetti del comodino improvvisamente faccio bingo.

-MARCO?
-L'hai trovato???
-No. Non è che per caso ieri sera ti sei fumato il biglietto?

C'è un silenzio profondo.

Doloroso.

- Controlla la spazzatura.

Vado in cucina e mi metto a frugare nel sacco dell'immondizie. Intanto Marco parla da solo, bestemmia, soprattutto.

-Ti sei fumato il biglietto!
-L'hai trovato?
-Sì, l'ho trovato!
-Ma si può essere più coglioni?
-Credo di sì. Che giorno è oggi?
-12 febbraio.
-Sì, sì, si può essere. Questo è per l'undici. Saresti dovuto partire ieri.







Storia raccontata su gentile concessione del protagonista













martedì 14 febbraio 2012

5° perla di saggezza. Ovvero, mai leggere due libri contemporaneamente.

Sto leggendo due libri.
Il primo l'ho cominciato oggi, in treno, Al limite della notte di Michael Cunningham*.
Arrivo a pagina 25, cito direttamente da lì.

"Lo sai come va a finire"
"Come va a finire cosa?"
"Il film."
"Certo che lo so come va a finire. So anche che Anna Karenina si getta sotto un treno." 

Io, che Anna Karenina si gettasse sotto un treno, proprio non lo sapevo. Sono solo a pagina cinquecentociqnatadue (scrivere il numero in lettera rende bene l'impegno che ci sto mettendo, fa trasparire meglio la fatica).

Che dire, grazie Michael.
Ti voglio bene,

Ilaria









Se vi capita, un libro del nostro amico* che merita di esser letto è Carne e sangue, bellissimo.