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martedì 27 dicembre 2011

Femmine.

Dagli otto ai dieci anni mi facevo tagliare i capelli cortissimi perché volevo sembrare un maschio. 
Più che maschio parevo una scimmia. 
Il peggio l'ho raggiunto quando ho scelto l'abito per la prima comunione, in tulle, ampio, con una fantasia improponibile a fori rosa e azzurri. Sembravo una scimmia vestita da damigella, come quelle che mettono in braccio ai bambini che vanno a vedere il circo, per fare la foto.
A me le femmine parevano stupide.  
Mi arrampicavo sugli alberi e sognavo di uccidere Saddam Hussein.
Ci pensavo prima di addormentarmi. 
Quando ancora non volevo diventar mecenate, avevo deciso che avrei salvato l'umanità. Saddam di me si sarebbe fidato, fa solo le elementari ed è una femmina, si sarebbe detto. Io l'avrei sgozzato nel sonno. 

Oggi vorrei tagliarmi i capelli cortissimi, ma sono diventata una donna. 
Non vorrei tornare scimmia. 
E prima di addormentarmi faccio l'elenco di cosa vorrei comprarmi a gennaio, quando arrivano i saldi. Due paia di jeans, una borsa, un maglione, due paia di leggins push-up, una giacca a vento verde smeraldo, un paio di stivali e un anello con l'ametista. 
Sono diventata talmente femmina che il pensiero di comprare mi fa sentire subito meglio. Quasi euforica.

Ed ecco che improvvisamente sento tornare la vecchia Ilaria.
Inorridisce.

Inorridisco.
Penso che con tutte le cose che voglio spenderò una fortuna.
Meglio andare da mio padre o da Marco, e bisbigliare richieste con non-chalance,  impostando la voce in modalità convincimento.

Erika dice sempre, l'importante, con un maschio, è farlo sentire al centro del mondo. Bisogna fargli credere che sia stato lui ad avere un'idea geniale.

Quando mio padre mi comprerà la giacca verde smeraldo gli farò gli occhi brillanti. 
Papi, grande! io non ci avrei mai pensato, hai avuto un ottimo gusto!


Essere donne è bellissimo.


martedì 18 ottobre 2011

Be italian.

Se non puoi concederti un master che valorizzi la tua laurea, prova a investire sul nuovo super push-up di intimissimi.
Diventerai subito più intelligente.

mercoledì 7 settembre 2011

28 giorni

Il 99,9 % delle donne odia avere il ciclo.

Fanno parte di quello 0,1% che rappresenta l'eccezione, le ragazzine delle medie che ancora non l'hanno avuto, loro lo vorrebbero a tutti i costi, a ricreazione fanno il conto di chi in classe sia ancora bambina. L'ultima rimasta avrà paura di essere malata e ogni volta che andrà in bagno, guarderà gli slip come si osserva l'albero di natale la sera della vigilia, potrebbe arrivar qualcosa da un momento all'altro!
Quando il ciclo arriva davvero, nel giro di sei mesi ci si pente subito e si invidiano in silenzio quelle compagne tardone che ancora non sono diventate donne.
Ci sono poi quelle che una sera se la sono sentita di ballare sopra ad un tavolo con gli shorts e il tacco 12 e la mattina si sono svegliate con addosso il mal di testa e un paio di sconosciuti. Loro la sera faranno voto, dio, te lo giuro, mai più tacchi sul tavolo, mai più, ma fa che questo mese arrivino.
E quando dio decide di compiere il miracolo, loro, nel giro di un quarto d'ora sono già imbottitte di moment, che la sera si esce a bere per festeggiare lo scampato pericolo. Col tacco 12.

Dicevamo, il 99,9 % delle donne, odia avere il ciclo.

Perché esattamente sette giorni prima, i capelli cominciano a diventare opachi, e anche se li hai appena lavati arriva immancabilmente una sorella o un amico a chiederti, da quanto tempo è che non vedi una doccia?

Per non parlare dei brufoli. Spuntano come i funghi dopo il temporale, improvvisamente e tutti insieme. Allora cominci a farti schifo. Soprattutto dopo averli strizzati dal primo all'ultimo.

Poi inizia la fame. Si divorerebbe qualsiasi cosa:  animali, uomini, piante, case, autostrade. Non sarà mai abbastanza.

Ed ecco a voi il signor nervosismo!
Perché ti fanno male le ovaie e il seno vorrebbe esplodere. Gli ormoni cominciano a impazzire, ballano il tuca-tuca suonando le maracas, e tu ti senti come se ti avessero portata a un concerto degli Iron Maiden di controvoglia: insofferente e incazzata.

Ci siamo, finalmente arriva.


Cammini tenendo una mano sulla schiena, l'altra sulla pancia perché neanche tu sai in che direzione piegarti, è come  se ti avessero trafitto con una lancia, ti vorresti solo accasciare. E invece arriva bel bello il tuo uomo.

Tu lo guardi facendo l'aria da cane bastonato. 
Lui ti sorride.
Tu ti lamenti.
Lui ti sorride e sgancia la massima con nonchalance : sta peggio di una donna con le mestruazioni solo l'uomo che la deve sopportare.


Il 100% delle donne odia avere il ciclo e un uomo-filosofo intorno.