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domenica 24 gennaio 2016

Ripetizioni

Paolo Nori è uno dei miei autori rifugio. Compro i suoi libri quando ho voglia di non essere delusa. Questa settimana ho letto La piccola Battaglia portatile e A bologna le bici erano come i cani. I titoli li avevo scelti perché erano gli unici dell'autore sullo scaffale della libreria.

Il primo libro racconta di Battaglia, la figlia di Nori, e io non l'avevo mica capito, all'inizio, che il libro parlasse di cose vere. Ogni tanto mi capita, quando leggo e anche quando parlo, di invertire le lettere di una parola o le cifre di un numero. E lunedì, quando mi ero guardata la biografia dello scrittore avevo letto che fosse nato nel 1936. Quindi avevo calcolato che Nori dovesse avere circa ottant'anni e mi ero detta che era proprio realistico il modo che aveva di raccontare una paternità che in realtà doveva essere al massimo una nonnità, visto che la bambina di cui parlava era nata negli anni duemila. Mi ero cercata le sue foto in Google e mi era sembrato un vecchietto arzillo, forse un po' più muscoloso di quanto sospettassi.

Paolo Nori in realtà è nato nel 1963.

Questa cosa l'ho scoperta quando mercoledì ho iniziato a leggere A bologna le bici erano come i cani e l'occhio mi è caduto sull'aletta alla fine del romanzo.
Ecco. Vi racconto di questi due libri perché, per la prima volta, mi è successo di trovare interi paragrafi del primo, riportati pari pari nel secondo.
Questa cosa all'inizio mi infastidiva da morire. Perché scrivi cose che mi hai già detto? Mi pareva di esser stata fregata da uno scrittore che voleva infilare aneddoti della sua vita privata in ogni suo lavoro (anche in La banda del formaggio, già che ci pensavo, c'erano alcune parti che raccontavano  gli stessi dettagli della stessa bambina).
In realtà poi, spegnendo i bollori che mi esplodono dentro quando qualcosa non mi convince, la situazione si è ribaltata. Leggere Nori è diventato come stare con qualcuno che conosci, che ti racconta cose nuove e ogni tanto aggiunge particolari che sai anche tu e che quindi condividi con l'autore. Così ti ritrovi a pensare, ah, già, mi ricordo che me l'aveva detto! Diventa una specie di lettura famigliare accogliente, come lo è mia madre quando mi racconta le avventure che ha vissuto quando io non ero nata.

Per concludere, La piccola Battaglia portatile e A Bologna le bici erano come i cani sono due libri che, in sostanza, vi consiglio. Nori scrive bene, non promette niente che non riesca a dare, in più è allegro e mette il buon umore.
Ecco, magari non fate come me, prendete un libro alla volta, leggetene uno in primavera e l'alto in autunno. Però, mi raccomando, leggeteli.

domenica 28 dicembre 2014

Qualche titolo

Questo autunno mi è capitato di andare in libreria e avere soltanto delusioni. Fortunatamente a un ottobre pieno di cattive letture sono seguiti un paio di mesi bulimici, pieni di bei libri divorati con soddisfazione.
Vorrei consigliarvi qualche titolo, così, se siete in vacanza e non sapete cosa fare, potete leggere qualcosa di buono. 

La banda del formaggio, di Paolo Nori è un romanzo di uno scrittore che non avevo mai sentito, piuttosto noto in realtà. Mi è stato consigliato da una persona molto fidata, altrimenti non lo avrei mai preso in considerazione, il titolo mi lasciava un po' così. Una sorpresa meravigliosa. Si racconta il mondo di un editore burbero di cinquantasette anni. Libro poetico, che racchiude sotto la scorza dura dei pensieri del protagonista, una bellezza garbata e fragile. E' diventato uno dei miei libri preferiti di sempre.

Una cosa divertente che non farò mai più è un reportage di David Foster Wallace su un viaggio ai Caraibi a bordo di una nave da crociera. Ogni volta che leggo Wallace penso sempre che abbia un'intelligenza sopra la media, proprio per questo fatico a seguirlo sulle lunghe distanze. Questo libretto è godibile dalla prima all'ultima pagina, soprattutto se in crociera ci si è stati davvero.
Brillante, simpatico, fresco e pieno di humor. La prima notte che l'ho letto poi ho riso a crepapelle durante il sonno, svegliando il povero Marco.

Cattedrale. Sapete quanto mi piacciono le raccolte di racconti. Io Carver non l'avevo mai letto, mi dicevano che ci assomigliavo e allora non mi interessava, sono stupida la mia parte. Adesso che l'ho scoperto, ovviamente mi interessa tantissimo. Cattedrale è un piccolo gioiello. I racconti sono scarni il giusto, ciascuno è un graffio che apre squarci su mondi normali, piccole storie che vengono raccontate con precisione senza mai obbligare il lettore a un'interpretazione immediata. Molto bello anche Se hai bisogno chiama.
Anche se Carver mi piace per la sua semplicità non sono sicura che sia un autore semplice: quando scrive un racconto apre una porta, ma non spiega esattamente al lettore come entrare nella stanza, con quali abiti o quali pensieri.
Einaudi quest'anno ha ripubblicato tutte le opere sue nei Super ET, sicché mi sono comprata anche Principianti e Da dove sto chiamando.

Mi pare sia tutto.
Mi sono accorta rileggendo il post che sono arrivata a questi libri per merito di altre persone.
Morale: fidatevi e lasciatevi consigliare e se potete consigliarmi qualche altro bel titolo, consigliatemelo!